La porta dell’inferno

 

La porta dell' inferno 

Credevo fosse il cancello del paradiso.  

La apristi tu, con la stessa mano  

che mi aveva promesso eternità.  

Dietro c’era solo fumo nero  

e il sorriso gelido del tradimento.

Il mio cuore, ancora caldo di passione,  

si spezzò come vetro contro pietra.  

Ogni bacio diventò una lama,  

ogni “ti amo” una corda al collo.  

Camminai a lungo tra le fiamme  

che portavano il tuo nome.

Pensavo di morire lì,  

tra le ceneri di ciò che eravamo.  

Invece l’anima, ferita fino all’osso,  

imparò a respirare il fuoco.  

Imparò che il dolore non è la fine,  

ma solo il passaggio obbligato  

per chi ha confuso l’inferno con il cielo.

Ora sono vivo.  

Non perché il fuoco si sia spento,  

ma perché ho attraversato quella porta  

e ne sono uscito senza di te.  

Il cuore è ancora segnato,  

la passione è cenere,  

ma l’anima… l’anima canta.  

Ha visto l’inferno  

e ha scelto di restare in piedi. 


Giuseppe il Lupo 

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