Pagine vuote
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| Giuseppe il Lupo |
Pagine vuote
per dimenticare non solo il male,
ma il peso del ricordo che si
aggrappa come edera
alle crepe dell’anima.
Lascia che il bianco si stenda,
silenzioso come neve su un
campo di battaglia.
Che cancelli i nomi incisi col sangue,
le ombre che danzano ancora
dietro le palpebre.
Pagine vuote
per dimenticare anche il bene
che brucia troppo forte,
quello che lascia ferite dolci
e rimpianti più affilati delle lame.
Qui il vento non ha voce,
il tempo si ferma in un
respiro sospeso.
Solo il foglio, immacolato,
aspetta la mano leggera
che non scriva vendetta né nostalgia,
ma un nuovo alfabeto di luce.
Pagine vuote,
culla di ciò che verrà.
Non cancellano il vissuto,
lo liberano.
E nel silenzio del bianco
finalmente
si impara a respirare.



La metafora del "bianco" che si stende come la neve sul campo di battaglia è particolarmente potente,
RispondiEliminail silenzio dopo la tempesta apre alla possibilità di scrivere un "nuovo alfabeto di luce".