Lame sottili

Giuseppe il Lupo 

Parole taglienti,
come lame.
Lame sottili che ti
entrano dentro
lasciando il segno.
Ferite che respirano
e sanguinano in silenzio.
Parole dette per fare male,
per trafiggere le emozioni.
Entrano piano,
lentamente,
senza fare rumore,
restando lì a girare tra i pensieri
come un ospite indesiderato
che conosce ogni angolo di te.
Anche quello più debole.
C’è chi gode nel vedere
il sangue scendere invisibile
dentro le vene della tua anima.
Tu resti lì a raccogliere
i pezzi di te stesso
con mani tremanti,
cercando di ricucire
ciò che nessuna sutura
può davvero chiudere.
Perché le parole non muoiono.
Si annidano.
Diventano eco.
Diventano te.

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