La spada nel cuore


 

La sensibilità di Lara   

1° Capitolo                   

La spada nel cuore 


Questa è la storia di Lara, Fiorenzo e Chiara. Una coppia come tante, con una bambina piccola di pochi mesi. Lara è una brava mamma. Fiorenzo, non è il massimo come uomo. Un po' violento con qualche vizio di troppo. Fuma come un dannato, e spesso beve. Anche parecchio. Poi c'è la piccola di casa. Chiara che ha meno di 2 anni, nata dalla rinuncia di Lara ad interrompere una gravidanza non desiderata, ma arrivata. Fiorenzo è un operaio. Gira sui tre turni in una fabbrica di copertoni. Non è il classico bravo operaio. Spesso è in mutua, si gioca buona parte dello stipendio al bar a bere e gli piace scommettere sulle partite calcistiche. Spesso quando è ubriaco, litiga con tutti, e quando torna a casa, alza le mani alla moglie Lara. Un poco di buono per dirla tutta. Lara, è una pettinatrice. Da ragazza, lavorava come parrucchiera. Aveva come sogno di aprire un salone tutto suo, ma Fiorenzo prima, e la gravidanza poi, hanno impedito di realizzare questo suo sogno. Ma lavorando in casa, e spesso in nero, guadagnava discretamente. Come extra, pettinava anche le spose a domicilio. E li si, che si vedevano dei bei soldi. Con Fiorenzo la vita non era semplice. Lui come detto, era spesso ubriaco. E lei cercava con il suo lavoro, di uscire il più possibile, raggiungendo i suoi clienti a domicilio. Portandosi dietro sempre la piccola Chiara. Tornando una sera a casa, Lara trovò il marito a terra svenuto in una pozza di sangue e vomito. Chiamò immediatamente i soccorsi, che arrivarono in pochi minuti, portando Fiorenzo all' ospedale con l'ambulanza. Fiorenzo, non era solo ubriaco quella sera. Fiorenzo quella sera, si era iniettato una dose di eroina in vena. Era la sua prima volta. L'inesperienza, aveva giocato un ruolo fondamentale, facendo rischiare a Fiorenzo, il coma per overdose da eroina. Passarono alcune settimane. E Fiorenzo venne dimesso. Il pronto intervento da parte dei soccorritori, gli salvò la vita. Ma da adesso in poi, i problemi sarebbero aumentati. Con una bimba piccola in casa, e con una denuncia per overdose, la situazione si sarebbe complicata, e di molto. Gli assistenti sociali, in pochi giorni, tolsero Chiara ai genitori, e affidarono la piccola a dei parenti lontani di Lara. Lara poteva vedere la bambina solamente una volta alla settimana, a casa di questi parenti, e sotto la stretta supervisione degli assistenti sociali. Fiorenzo, per il momento, non poteva vedere più la bambina. Era troppo pericoloso. Viste anche le denunce per aggressioni da parte di Lara. La situazione in quella casa, peggiorava di giorno in giorno. Come mai Fiorenzo, aveva fatto uso di droga quella sera, e soprattutto come se la era procurata? Venne fuori, che per debiti di gioco, un debitore non avendo i soldi per pagare questo debito a Fiorenzo, gli diede la roba come compenso. E lui, preso dalla smania di scoprire la botta che dava una spada di roba, quella sera si fece. Il seguito già lo conosciamo. Ma quello che ancora non sappiamo, e che non conosciamo, è la botta di scimmia che viene una volta che si ha a che fare con quella merda. Quindi Fiorenzo, iniziò a farsi di roba, ogni volta che poteva. Una sera, durante il turno di notte, Fiorenzo venne sorpreso a rubare sul posto di lavoro. Di conseguenza, venne allontanato prima dal posto di lavoro, e, licenziato in seguito, a causa e per colpa di questo suo nuovo vizio. Lara era disperata. Con Fiorenzo, in quelle condizioni, e soprattutto, con lui tutto il giorno a casa, la situazione si sarebbe complicata ulteriormente. Lara, stava impazzendo. Viveva con il terrore che lui le facesse del male. Le mancava Chiara. Sicuramente, e molto probabilmente d'ora in avanti, l'avrebbe vista sempre meno. Ma il problema principale, era Fiorenzo. Era diventato troppo pericoloso. Non lo poteva più aiutare. Ubriaco, violento, e spesso anche, strafatto di roba. Per lei non c'erano speranze all' orizzonte. Doveva scappare via da lui. Non ce l'avrebbe fatta altrimenti. Ma gli assistenti sociali, glielo impedirono. Lei, doveva prendersi cura di lui. Fino a quando lui non si sarebbe deciso a farsi aiutare, entrando in una comunità di recupero per tossici dipendenti. Lara era al limite. Non ce la faceva più a reggere tutta quella pressione addosso. Quindi un giorno presa dallo sconforto, prese una decisione drastica. Voleva farla finita. In piena notte, prima di mettersi a dormire, aprì le finestre della sua camera da letto. Uscendo sul balcone di casa, si fermò giusto al cospetto dell' inferriata del balcone. Era decisa. Era convinta che quella notte, sarebbe stata l'ultima. L'avrebbe fatta finita buttandosi di sotto. Ma una volta sul balcone, il cuore le cominciò a battere fortissimo. La tensione e l'ansia la stavano torturando. Il pensiero di non vedere più sua figlia, le lacerava l'anima. Quindi non riuscì. Non ce la fece a gettarsi via, dando fine alle sue sofferenze. Tornò in casa, chiuse le porte finestre del balcone, e scoppiò in lacrime. Fiumi di lacrime. Mentre nel letto, Fiorenzo era svenuto a causa dell' ennesima pera. Lara, vide il marito nel letto con la siringa attaccata al braccio. Lo stantuffo era a metà. Fu un momento, un pensiero, quello che in un maledetto secondo le persuase la mente. Il pensiero fu immediato. Era sfinita. Non aveva più resistenza. La vita le stava scivolando via. La siringa era lì, a portata di mano a pochi metri da lei. Furono attimi, degli eterni secondi, quelli che passarono. Mancavano davvero pochi momenti. Sarebbe passata da essere una madre disperata, e sarebbe diventata una madre drogata. I secondi passarono. Lara prese la siringa, prese l'elastico con il quale si legava i capelli, e successe ciò che non l'avrebbe fatta più tornare indietro. Lara, strinse forte l'elastico attorno al braccio. Sul braccio legato e stretto dall' elastico, si evidenziò una vena. Fu in quella vena che Lara, si iniettò la sua prima dose di eroina.

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