La forte crisi di Lara

 


La sensibilità di Lara.       

8° Capitolo                  

La forte crisi di Lara

 

Lara all' interno della comunità, si stava inserendo piuttosto bene. Lavorando sodo, non lamentandosi mai più di tanto. Cercava anche di andare d'accordo un po' con tutte le altre donne della comunità. Ma non era semplice. Con molte delle sue compagne, non era facile legare rapporti sociali. Alcune di loro, spesso la bullizzavano. Sporcavano di proposito dove lei avesse appena pulito, ed altre cose di questo genere. Una sera, in una delle stanze, scoppiò una rissa tra le ragazze. Due di loro iniziarono a spintonarsi. Il motivo era ancora ignaro alle più. Girava voce che una delle due, avesse rubato una crostatina al cioccolato all' altra. A cercare di sedare la rissa sul nascere, arrivarono i coordinatori e le infermiere. Il loro intervento, fu efficace, nel cercare di bloccare la rissa. Ma le due donne vennero alle mani prima di essere divise. Una volta sedata la rissa, le due donne, vennero prese, e portate in infermeria per essere visitate in primis, ma di conseguenza anche punite. Una volta che le due donne vennero visitate e ristabilire, vennero messe nelle stanzette punitive isolate e legate. Entrambe, passarono la notte così. A Lara questa situazione la rattristò molto. Vedere quelle due donne prendersi per i capelli a causa di una crostatina, la fece entrare in una sorta di depressione. Quella sera però, le sorprese non finirono con le due donne che si presero, e si tirarono per i capelli. Quella sera, a causa dello stress subito, Lara ebbe una forte crisi. In principio, il suo corpo, venne avvolto da una vampata di caldo pazzesca. Di seguito, Lara si sentì come soffocare. Iniziò a mancarle l'aria. Si agitava diventando dura come la pietra. Il suo corpo si dimenava in molteplici spasmi. Lara ebbe una crisi di astinenza da eroina. I soccorsi arrivarono in breve tempo. Ma Lara a causa di quegli attacchi, morse il suo labbro inferiore tra i denti molto forte. Questa morsa le procurò una lacerazione molto profonda. Gli attacchi causati dalle crisi, erano fortissime. Arrivando a generare una forza devastante. La crisi di Lara era ancora in corso. Mentre chi di dovere, la soccorreva. Una infermiera, le iniettò sul braccio sinistro, una dose minima di metadone. Ma la crisi, era molto forte. Incessante. Provare a darle una dose di metadone in compresse con il labbro ridotto in quelle condizioni, era impensabile. Quindi, un altro infermiere, prese una nuova siringa di metadone liquido, e fece una seconda iniezione al braccio destro questa volta di Lara. La crisi, dopo la seconda dose, iniziò a passare. Ma Lara era molto provata. Svenne dal dolore, ed anche a causa del sangue perso causato dal taglio lasciato dai denti sul suo labbro. Quella notte fu un inferno. Lara venne tenuta anch'essa legata ed in isolamento nelle stanzette punitive. Ma quella sua crisi, generò il caos tra le altre donne. Molte di loro, a loro volta ebbero attacchi di panico. C'era chi ebbe delle forti crisi di pianto, andando in iper ventilazione a causa della paura provata. Fortunatamente le donne che tutto sommato superarono in fretta i loro momenti di panico, si misero al servizio degli inservienti, e degli infermieri, cercando di aiutare chi avesse tra di loro, più bisogno di aiuto. Tutti e tutte quella sera, si diedero molto da fare. Oramai si era fatto tardi. Il panico, piano piano, tornò a regime. Anche grazie a piccoli aiuti farmacologici. Alle ragazze, che necessitarono di somministrazioni, vennero dati questi farmaci, e si calmarono. Quella notte, Tutto molto lentamente tornò alla normalità. Il mattino seguente, Lara venne visitata dal dottore di turno. A Lara vennero messi 4 punti di sutura alla base del labbro inferiore. La nottata era passata senza altri attacchi e crisi. Ma Lara doveva riposare, e restare sotto osservazione per qualche giorno. Quindi passò qualche giorno in infermeria. Mangiando poco, per via del labbro, e dormendo molto, nel lettino dell' infermeria. Una flebo attaccata al braccio, le faceva tutto il giorno compagnia. Lara restò in infermeria sdraiata su quel lettino per 5 giorni. In quelle condizioni, il suo tempo non passava mai. Quando non dormiva, contava scendere le goccine dalla sacca della flebo, alla quale era attaccata. In quei frangenti, non faceva altro che pensare alla sua Chiara, la sua bimba. Chissà come stava. Se la signora Rossi ed il marito, si stessero prendendo cura di lei. Se la stessero amando, con tutto l'amore che Chiara meritasse. Quell' amore che lei a causa di tutto quel disastro, non era riuscita a danarle. Pensava anche se un giorno magari, chissà se l'avrebbe potuta rivedere. Ma pensava anche, a che razza di madre fosse stata. Se anche un giorno ci fosse stata l'occasione di rivedere la sua piccola, con che occhi Chiara, avrebbe visto lei. Erano questi i pensieri che travolgeno, e tormentavano la mente di Lara. La vergogna di tutto quello che era successo, e che ancora le stava succedendo, era tanta. Cosa le avrebbe dovuto raccontare a Chiara un giorno? Che quando lei era piccolina, sua madre aveva fatto in serie una sequenza di errori e di sbagli ? Che questi errori, l'avevano portata a farsi sottrarre dagli assistenti sociali la propria figlia di pochi mesi, e di essere stata ricoverata in ospedale, per non fare la fine del marito ? Il padre di Chiara. Morto a causa di un overdose. Ed entrare di seguito in una comunità di recupero per tossico dipendenti. Tutto questo era pazzesco. Pensava e ripensava, al perché invece di bucarsi, quella sera, non si fosse buttata di sotto, da sopra il suo balcone. Ma oramai il passato era andato. Il presente era la comunità. E lei doveva ristabilirsi. Doveva ripulirsi, sia fisicamente, che mentalmente. Solo così forse un giorno, avrebbe potuto avere una chance per riabbracciare la piccola Chiara.

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