Contrasti di vita
La sensibilità di Lara
2° capitolo
Contrasti di vita
Lara era sconvolta. La roba si stava mescolando al suo sangue all' interno delle sue vene. A breve, sarebbe entrata in circolo in tutto il suo corpo, scorrendo dentro di lei, attraversando le sue vene. In principio, furono attimi di panico. Ma nei secondi seguenti, ci furono convulsioni. Il suo corpo era totalmente oramai fuori controllo. Non riusciva a gestire nessun impulso. Il suo corpo, era in balia del panico più assoluto. Il suo cuore non batteva, esplodeva talmente era alta l'adrenalina che stava scaturendo la roba dentro di lei. La roba viaggiava, e lei ad un certo punto, perse i sensi. Si ritrovò caduta e buttata a terra, come se fosse un sacco di patate. Ma i rumori della sua caduta, non passarono inosservati. Qualcuno chiamò i carabinieri. Il loro pronto intervento, salvò Lara da un overdose certa. Fiorenzo, non si accorse di nulla. Era talmente fatto, dal non rendersi conto di niente. Di seguito, sul posto arrivarono anche due ambulanze. Caricarono sia Lara che Fiorenzo, ed entrambi vennero trasportati in ospedale. Lara era grave. Gli assistenti sociali, intervennero immediatamente. Dopo che parlarono con i dottori, e vennero a sapere dell' accaduto, presero posizione. Chiara, la loro bambina, che fino a quel momento era in affidamento temporaneo a dei parenti di Lara, sarebbe stata data in affidamento definitivo ad una famiglia totalmente affidabile, ma assolutamente anonima ai genitori naturali. I giorni passarono. Lara ancora ricoverata in ospedale, ebbe dei colloqui con medici, supportati da psichiatri, e da assistenti sociali. Lara venne messa davanti alla realtà dei fatti. L'evidenza era totale. Chiara le era stata tolta in maniera definitiva. Non la avrebbe mai più potuta rivedere. La disperazione di Lara, entrava in contrasto, con la sua scimmia. La voglia di farsi ancora, la persuadeva. La volontà era solo quella di bucarsi ancora. Farlo di nuovo. Farlo ancora. La voglia, il pensiero di morire lentamente, era il più forte di tutti. Adesso voleva solo poter morire dolcemente. Un poco alla volta. Piano piano, senza soffrire, in modo leggero. Tanto Chiara, non c'era più. Per la legge, la piccola Chiara, non sarebbe stata più sua figlia. Quindi il suo principale pensiero adesso, era la dose. Uscire il prima possibile dall' ospedale, procurarsi la roba, per bucarsi ancora. Entrare in comunità per essere aiutata, non le interessava. Voleva solo la siringa pronta per raggiungere l'apice della leggerezza più totale. Quella più soave. Provare quel piacere prima della morte. Giusto quell' attimo prima di rinascere. Perché è questo l'effetto dell' eroina. Un po' morire, per poi rinascere subito dopo. Fare questo, fino all'epilogo della sua vita. Bucarsi fino alla fine dei suoi giorni. Perché tanto oramai la sua vita era già finita. La sua mente, era rimasta affacciata a guardare giù la strada dal terzo piano, quella notte sul suo balcone.



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