La otto nera



Giuseppe il Lupo 

La otto nera

Un’eclissi immobile,

un vuoto lucido

su quel panno verde.

Non sono ammesse distrazioni.

Chi sbaglia, perde.

Lei non gioca:

ti aspetta, ti educa.

Lascia che tu ti perda

in quell’altra buca,

consumando tiri e colpi

e il tempo che scorre lento.

Alla fine resterete in due.

Solamente voi.

Tu e lei.

In una gara di nervi,

pazienza spietata.

Non c’è spazio per l’errore.

Devi pensare più in fretta,

perché non puoi più sbagliare.

Se la colpisci male,

tutto può crollare.

La luce si spegne,

il mondo continuerà a girare,

ma tu non avrai un altro giro di stecca.

Non potrai più tirare.

Eppure è proprio in questo abisso

che nasce la scintilla.

Quando il tavolo è vuoto

e il silenzio si fa pesante,

non guardare la buca.

Tu, guarda lei.

La otto nera è il destino che ti sfida,

che ti vuole perfetto.

Sfida quel buio.

Paura? No, non averne.

Colpisci con precisione.

Hai un solo colpo

per dare un senso a tutto questo.

Tocca a te.

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