Basta un profumo

 

Giuseppe il Lupo 


Spesso dimentichiamo le cose.  Scordiamo quello che avremmo dovuto fare. Ci dimentichiamo i nomi delle persone, i volti, spesso anche le parole che vorremmo dire.  Ci dimentichiamo compleanni, anniversari, scadenze.  Succede perché il tempo ruba piano, senza far rumore.  E noi ci illudiamo che basti stare attenti, per non perdere il filo, per non dimenticare nulla.  Poi arriva un giorno  in cui ti giri e tutto si ferma.  Tutto sparisce.  Non è che le cose le dimentichiamo sul serio. È che smettiamo di ricordare.  La memoria non è un cassetto. Non è un hard disk.  La memoria è un muscolo.  Se non lo alleni ogni giorno, si atrofizza.  Si spegne.  E forse, in fondo, a noi va bene così:  meno zavorra, meno rimpianti, meno "chissà".  Però poi sappiamo anche che  basta un profumo, uno sguardo,  un sorriso, una luce particolare,  un accordo di chitarra, l’inizio di una strofa,  una parola sussurrata, detta piano…  e tutto riaffiora.  Tutto si illumina.  Tutto torna come prima.  Come se fosse sempre stato lì,  come se non se ne fosse mai andato via.

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