giovedì

Cuore di lupo solitario capitolo 3


La dolce e piccola Giulia era riuscita nel ì miracolo di far aprire il cuore così chiuso di Dodo che all’improvviso lo sentì battere talmente forte : egli infatti ricambiava tutto l’affetto e l’amore che gli veniva donato. Per lui non era la prima volta, in passato infatti era già successo qualcosa ma mai un incontro con una donna l’aveva emozionato così profondamente. Le parole di Giulia lo avevano toccato così profondamente che lui non riuscì a spiegarsi tutto quello che stava succedendo in quegli attimi. Durante la notte mille pensieri turbarono il sonno di Dodo che non riuscì a chiudere occhio. Il mattino seguente Dodo stava pensando che doveva recarsi in centrale per interrogare nuovamente il Sorcio senza sosta quando le sue orecchie udirono un dolcissimo “Buongiorno amore…”, Giulia si presentò completamente nuda davanti agli occhi di Dodo che rimase immobile ad una così bella visione e rimase senza parole. Dodo sapeva che era tardi e che sarebbe dovuto andare ma un attimo dopo Giulia era già con le braccia al colle del suo amore: “Ti amo, ti amo tantissimo, non mi lasciare mai, voglio stare con te per tutta la vita!”. Un bacio tra i due sempre più innamorati suggellò quell’attimo d’amore tra i due poi Dodo disse: “Devo andare è tardi, ci vediamo stasera, se vuoi possiamo andare fuori a cena”. Giulia rispose: “Come vuoi tu amore mio!”. Per tutto il giorno Dodo non riuscì a pensare ad altro che non fosse Giulia, non ne parlò con nessuno neanche con la bella Cris che gli chiese: “Come sta Giulia?”. “Cosa?” rispose Dodo. La ragazza ripetè la domanda e finalmente il collega si limitò a dire: “Sta molto meglio”. Cris dato il suo comportamento alquanto assente chiese: “Cos’hai stamattina? Mi sembri parecchio distratto”. Lui rispose semplicemente che non aveva nulla a parte aver dormito male, anzi non aver dormito per niente. Cris fu sollevata di sapere che l’amica stesse meglio e gli suggerì: “Se Giulia stà meglio perché non la porti un po’ fuori? Non pensi che le farebbe bene un po’ di svago? Anzi, se vuoi potremmo organizzare ed uscire tutti insieme.” Dodo si limitò a dire: “Si si poi vedremo” ma la collega, capace di riconoscere una persona innamorata tra un milione di persone sorrise e disse: “Stai attento altrimenti potrei anche arrestarti per pedofilia: ha solo vent’anni ed a quell’età le ragazze sanno bene come raggirare gli uomini, sono molto pericolose!”. Da quel momento in poi Dodo tagliò corto e con toni duri la conversazione chiedendo a Cris di impegnarsi sul lavoro che avevano da sbrigare. Cris aggiunse:”Si si, LUPO SOLITARIO, come vuoi tu pensiamo al Sorcio che è meglio!”. “Appunto” rispose Dodo. Una volta in centrale, durante l’interrogatorio Dodo disse al Sorcio:”Il nome, bastardo sputa fuori il nome altrimenti telo tiro fuori a calci dal buco del culo brutto figlio di puttana!”. Il Sorcio non collaborava affatto ed anzi si divertiva a stuzzicare il poliziotto: “Sbirro di merda, vattelo a prendere nel culo, tu e quella puttana che ti scopi la notte!”. A quelle parole la reazione fu immediata, inutili furono i tentativi dei colleghi a placarlo: Dodo aveva gli occhi colmi di rabbia e si era scagliato addosso al Sorcio con una FOGA inesauribile. Cris stessa chiamò rinforzi e l’imputato fu portato in infermeria gonfio di botte. Una volta calmatosi Dodo venne chiamato a rapporto dal capitano che inevitabilmente lo sospese dal servizio per una settimana intera. Nonostante tutto i metodi duri utilizzati dal poliziotto ebbero l’effetto sperato: il Sorcio fece quel maledetto nome a patto che nessuno lo avrebbe più sfiorato con un dito. L’uomo era come traumatizzato: vedersi venire addosso a quel modo un OMONE di un metro e novanta centimetri per un peso di 100 kg lasciò il segno. Il Sorcio venne rilasciato, il nome che aveva fatto era quello dello SQUALO: un trafficante di origine albanese, una vecchia conoscenza del distretto. Il capitano della compagnia affidò l’incarico a Cris: “Forma una squadra ma lascia fuori Dodo, per un po’ lo lascio a casa, è troppo provato e troppo coinvolto, in questo momento deve proteggere Giulia che è in pericolo, so che la stanno cercando! La vita di Giulia è troppo importante! E’ meglio così!”. Cris scelse Luca e Claudia per dare la caccia allo SQUALO: tra le due donne l’amore stava tornando quello di un tempo. Nel frattempo Dodo, tra le mura domestiche, si lasciava trasportare dalle effusioni della dolce Giulia: era completamente cotto della compagna ma non riusciva ad ammetterlo, troppo testardo e cocciuto per lasciarsi andare, era innamorato ma aveva paura a dimostrarlo. La sera i due andarono fuori a cena ma appena tornati a casa il letto fu il vero dominatore della serata. Nei giorni seguenti Cris fece una visita a Dodo e Giulia e lì capì che l’amore tra i due era finalmente sbocciato: “Due piccioncini che si vogliono bene, non vorrei essere indiscreta ma se preferite vi lascio soli!” . Fu Giulia a rispondere:”No, rimani a cena con noi, è quasi pronto!” poi Cris rivolgendosi al collega:”Finalmente non ti vedrò più mangiare quegli odiosi panini cotto e formaggio! Tienila ben stretta, la fortuna finalmente ti sorride”. Qualche brugugnino terminò in bellezza la serata. “E’ ora di andare” disse Cris: “Domani io devo lavorare, non come qualcuno che si fa sospendere dal servizio per stare vicino alla sua bella. Sono un po’ invidiosa! Buona notte”. Dodo ne approfittò per chiedere alla collega ti tenerlo aggiornato sugli sviluppi dell’incarico a lei affidato ignorando che la ragazza invece stava già nascondendo qualcosa, questo le faceva male ma erano ordini e come tali andavano rispettati. Alla centrale stava succedendo qualcosa di strano : il Sorcio era sparito, dopo qualche ora il suo corpo venne ritrovato nel bagagliaio di una macchina con la lingua tagliata e la gola squarciata, sul corpo un biglietto con su scritto :”I topi hanno smesso di ballare”. La notizia fece velocemente il giro della centrale arrivando anche alle orecchie di Dodo che vi si precipitò immediatamente. Furioso accusò Cris di averlo tradito : “Aveva confessato? Aveva fatto il nome e nessuno mi dici niente!! Ma che bastardi siete? Perché mi avete lasciato fuori da questa storia ? Siamo una squadra, dovremmo essere uniti ed invece mi fate questo!”. Nel silenzio generale solo Claudia ebbe il coraggio di confessargli che erano stati ordini impartiti dall’alto : “Nessuno di noi ti avrebbe nascosto queste cose di propria iniziativa”. Nel corridoio Dodo venne avvisato di doversi presentare a rapporto dal comandante : “Ho dato io l’ordine di escluderti, sei troppo nervoso! E’ da quando è morto Ivano che seguiamo l’albanese, probabilmente perché è lui che ha venduto la roba tagliata male al tuo amico. Aveva un debito di 25 mila euro da saldare ed il tuo amico certo non poteva pagare, per questo lo hanno fatto fuori, avevano paura che potesse cantare! Devi stare a casa, proteggi Giulia, è in pericolo: loro sanno che vive con te!! C’è una pattuglia che gira sotto casa tua dalle otto di stamattina, va da lei, lo Squalo lo prendiamo noi !! Non preoccuparti siamo a buon punto: abbiamo degli infiltrati nel giro. Io mi fido di te, per me sei come un figlio, conosco il tuo passato e cosa sia successo alla tua famiglia, so anche che tuo padre era un mafioso da quattro soldi che ha fatto una brutta fine. Rifatti una vita, tela meriti, un giorno capirai cosa ti voglio dire!! ”. Le parole del capitano risuonarono nelle orecchie di Dodo come le parole di un padre, quel padre che non aveva mai avuto. In quel momento capì che la sua unica famiglia era la centrale: lui che era cresciuto nei quartieri malfamati della sua città, con un padre implicato nei giri di prostituzione, droga e traffico di auto rubate. Lo ritrovarono un giorno in fondo al Po all’interno della sua macchina: aveva pestato i calli a qualcuno più in alto di lui.Riavendosi da quelle riflessioni Dodo ringraziò il suo superiore e volò tra le braccia di Giulia sempre più innamorato di lei.

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